lunedì 23 aprile 2012

Danone Italy (WTF)

Non siamo proprio Alice nel paese delle Meraviglie, a stupirsi di fronte allo Stregatto. Ne abbiamo di consapevolezza delle logiche che muovono la creazione di campagne pubblicitarie, ma questa resta un mistero con tutto il suo carico di domande.
A chi giova?
A chi interessa? 
A chi parla? 
Davvero non era possibile fare niente di meno peggio? 
E poi soprattutto: Stefania, perchè? Hai un mutuo che non sai più come pagare?
Solidarietà da parte nostra all'agenzia, siamo convinte che non sia del tutto colpa vostra, e che di queste campagne ve ne vergognate anche un po'. 
Buon lunedì a tutti. 

PS Se per una volta qualcuno volesse azzardare un commento che ci illumini, gliene saremmo infinitamente grate.

We are not exactly Alice in Wonderland, astonished in the presence of the Cheshire Cat. We have a certain awareness of the paths that lead to the creation of an advertising campaign. Still the mistery remains, and a few questions re-echo in our heads.
Whom is this doing good to?
Whom is this talking to?
Was it really impossible to do anything better?
And most of all: Stefania, why? Do you have a mortgage black mailing you? 
Sympathy to the agency: we understand it's not entirely your fault and you are kind of ashamed of it.
Have a very nice week everybody.

PS For once, please enlighted our poor minds with a comment that explains this all. We'd really appreciate.

martedì 17 aprile 2012

Separation Degrees (Fly Emirates)

Buonasera a tutti! 
Dopo una lunga assenza frutto di un lunghissimo ponte pasquale, ci siamo ritrovate a notare uno spot Fly Emirates rapite soprattutto dalla sua musica. Certo le immagini sono molto suggestive, ma si può dire sia il solito film a vignette, se non fosse per un filo narrativo più interessante di quello che si incontra per lo più in spot di questo tipo. Si tratta di un utilizzo quantomeno poetico del concetto di "gradi di separazione", utilizzato per suggerirci che possiamo volare Emirates ovunque ci troviamo e dovunque andiamo. Bel casting, fra l'altro. 
Il regista è Seb Edwards che ha una formazione artistica che lo ha portato dalla pittura, alla video arte, passando dai cortometraggi per approdare alla pubblicità, dove già nel 2004 si è distinto vincendo agli Young Directors Awards di Cannes. Un vero Leone poi è arrivato, non molti anni più tardi, nel 2009 con una campagna per COI Army.
Oltre ad avere la capacità di creare immagini suggestive e di respiro cinematografico, lo abbiamo scoperto in grado anche di una certa dose di ironia, guardate Golf e Vodafone.
Qui di seguito una carrellata di spot, a cominciare da Fly Emirates, con la bellissima colonna sonora originale di Antfood che avevamo già citato, se vi ricordate, per quel bellissimo spot per Good Books.

Good evening everybody!
After a long absence (due to a very long Easter Break), we are back noticing a very nice commercial airing these days for Emirates, delighted by its engaging music score. It sure has a strong visual as well, but it would be just another vignettes film, if there weren't a strong and interesting link between each one of them. It is basically a very smart and effective use of the concept of "separation degrees", to tell us that with Emirates you can fly wherever you want, from wherever you are. Nice casting, by the way. 
Director of the film is  Seb Edwards who has an artistic background, having gone from paiting, to video art, to short films to commercials, and getting awarded already in 2004 at Cannes' Young Directors Awards. An actual Cannes Lion has come a few years later, in 2009, thanx to a film for COI Army.
Besides his strong visual, and his cinematographic approach to images, Seb is also able of a certain irony: check out Golf and Vodafone.
Here's a series of films, starting from Fly Emirates and its great score by Antfood, a studio we've been talking about already, due to a very nice commercial for Good Books. 

venerdì 6 aprile 2012

Marc Klasfeld - director

C'è una canzone che gira ultimamente per radio, che decisamente ti si pianta in testa con quella sua struttura così insolita: un ritmo sostenuto nell'intro che invece di esplodere, implode in una marcia lentissima e dalla melodia tutt'altro che scontata e, aggiungeremmo, difficilissima da cantare. Trattasi di "We Are Young" di Fun, band idie rock new yorkese di cui, francamente, prima di questo exploit da hit parade, ignoravamo l'esistenza (e voi?).
Il video di questa canzone ricalca il ritmo lento del ritornello, è girato tutto in slow motion e sarebbe interessante capire com'è che il labiale del cantante, nelle strofe, è in sync. 

There's a song playing on radios lately, that gets stuck in your mind with its unusual pattern: a fast tempo in the opening that slows down to a march with an unexpected and very difficult to sing melody. We are talking about "We Are Young" by Fun, a new yorker indie rock band that we honestly had never heard of before this outbreak in hit parades worldwide (had you?).
The music video goes along with the slow rythm of the refrain, since it's a slow motion sequence of the band playing, and the question is: how did they make the singer's lips match the video?

Il regista di questo video (e di circa un paio d'altre centinaia) si chiama Marc Klasfeld e ha diretto videoclip per una serie di star della musica fra cui Katie Perry, Avril Lavigne, Red Hot Chilli Peppers e Foo Fighters. Oltre ai videoclip, per i quali è stato più volte nominato agli MTV Video Music Awards, ha diretto una campagna per ESPN e spot per altri marchi che tuttavia non devono essere stati memorabili, visto che non siamo state in grado di trovarli da nessuna parte. La vena comica di questo regista è palese già nel video di Fun, ma si manifesta anche meglio in altri, tipo quello di Katie Perry, o nella campagna per ESPN, l'unica che abbia pubblicato nel suo canale YouTube. 

The director is Marc Klasfeld who has directed about two hundred videos for stars such as Katie Perry, Avril Lavigne, Red Hot Chili Peppers and Foo Fighters. He's been nominated several times at the MTV Music Awards but he's also a documetaries, features, and commercials director, although we have been able to find only the ESPN campaign on the web. His skills for comedy are clearly represented in Fun's video, but are even better displayed in Katie Perry's "Friday Night" and in the ESPN campaign.


E poi c'è un video come quello dei Red Hot Chili Peppers, che se ne va tutto da un'altra parte.

But there's also a video like this, a whole different story. 

mercoledì 4 aprile 2012

Find the differences

Proseguiamo in un discorso che riguarda i bambini in pubblicità, anche perchè sull'argomento c'è ancora molto da dire.
Gli spot sui detersivi sono in assoluto fra quelli che usano e abusano dei bambini, per lo più, in questo paese, dipingendo quadretti in cui mamme alla Stepford Wives (che fanno il bucato con il twin-set e la messa in piega perfetta) hanno a che fare con pupi poco meno che civilizzati. Lo sporco, questo nemico. Dei pubblicitari, si intende.
Sta girando in tv uno spot per Vanish, marchio di per sè non proprio all'avanguardia della comunicazione, in cui una mamma inorridisce, paralizzandosi, di fronte ad una macchia procuratasi dal figlio che gioca accanto a lei; la giovane donna si rilassa e sorride solo dopo una riflessione di qualche secondo, incalzata dal voice over, il cui contenuto deve essere più o meno questo: "Meno male che c'è Vanish". 
Ecco come altrove è stato trattato l'annoso problema delle macchie dai marchi Persil ed Ariel, grazie anche ad alcuni fra i migliori registi in circolazione (di bambini e non).

Ther's still much to say about children in advertising, so let's continue on this subject.
Detergents' commercials are among those that most use (and abuse of) children, usually pictured in the company of "Stepford Wives" moms (doing the laudry in a twin-set and a perfect hairdo), who are dealing with half the way civilized kids. Dirt, this enemy. Of advertising agencies, clearly.
We have the privilege to admire, airing on Italian television these days, a commercial for Vanish, a brand that's not exactly famous for cutting edge communication, where a mom, horrified by the stain her son has just provided his shirt with, freezes for a few seconds; then she relaxes and smiles, probably having considered: "Thank God I have Vanish!".
Here's how the age-old problem of stains has been treated elsewhere for brands such as Persil and Ariel, with the contribution of two of the best directors around.

Philippe André - Persil, "Robo Boy", 2008 (Agency: BBH, London. Creatives: Alex Grieve, Adrian Rossi. Production: Bikini Films; Post Production: The Mill)

Martìn Hodara - Ariel, "Hermanos", 2007 (Agency: Del Campo Nazca Saatchi&Saatchi, Argentina; Creatives: Santiago Martino Davis, Ari Senzacqua; Prod. Company: Palermo Films.)

Martìn Hodara - Ariel, "Souvenirs", 2006 (Agency: Del Campo Nazca Saatchi&Saatchi, Argentina; Creatives: Patricio Gomez, Natalia Gioiosa; Prod. Company: Palermo Films.)

NB: Non siamo riuscite a reperire le date di questi spot da fonti certe, siamo andate per deduzione.

martedì 3 aprile 2012

Easter Eggs and stereotypes

Gli spot che coinvolgono i bambini possono essere di una tenerezza tale da farci piangere come fontane davanti al televisore (e a coinquilini e familiari allibiti), ma altrettanto facilmente ci possono irritare e persino offendere, in certi casi limite. Si ha come l'impressione, in molti casi, che chi ha scritto quegli spot abbia visto raramente un bambino vero, che ci abbia avuto quasi mai niente a che fare e che categoricamente non ne abbia MAI sentito parlare uno.
Ci sono bambini che parlano come adulti cerebrolesi, altri che si atteggiano a piccoli adulti ammiccanti ai limiti della pornografia, e soprattutto, ci sono quadretti stereotipati in cui non si intravede un'idea neanche a pagarla. 
Da qualche giorno è in onda una pubblicità Kinder Gran Sorpresa che ci ha piacevolmente stupiti. Dati gli abissi di noia in cui ci ha calati la comunicazione Ferrero degli ultimi anni a suon di testimonial sportivi con una dizione inascoltabile, questo piccolo film diretto da Mona El Mansouri, ci ha fatto intravedere la luce in fondo al tunnel (con riserva, però).
L'agenzia che ha realizzato il film è Providence, di Surenes, parte del gruppo Havas, che si occuperà della comunicazione Ferrero in tutti i paesi "latini", avendo vinto la gara a fine 2011. E caliamo un velo pietoso sul fatto che una delle poche floride aziende multinazionali italiane, esca dal Bel Paese conquistata da idee d'oltralpe (senza offesa per i francesi, ci mancherebbe).

Commercials involving kids can be so touching, they can easily make us cry in front of the tv (and of astonished flatmates and family members), as much as they can be irritating and even insulting. Sometimes we get the impression people who write those scripts have hardly ever seen a real child, supposedly haven't had the chance to realate to one, and doubtless have NEVER heard one talk.
We hear children talk like dumb adults, we see others acting like saucy adults bordering on pornography, and most of all, we see no original ideas, only clichés.
A commercial for Kinder Gran Sorpresa directed by Mona El Mansouri, aired last week, has surprised us, though. Rising from the abyss of boredom Kinder communication had lowered us down to during the past years, this little film has made us see the light at the end of the tunnel (with reservations).
The agency responsible for the campaign is Providence, part of the Havs group and based in Surenes, France, winner of the Ferrero bid at the end of 2011 and taking care of the communication of the brand in countries of southern Europe. Let's draw a veil over the fact that an Italian, robust, multinational company has been won over by foreign ideas, taking out of Italy their advertising budget. 


Certo se solo al quadretto gradevole dei bimbi che aspettano di vedere crescere il loro uovo fosse stato dedicato un po' più del 50% dello spot, il film sarebbe passato da un 6+ ad un 8 pieno. Che noia quegli ultimi 15 secondi di moine genitoriali: chissenefrega dei genitori! Guardate che alle mamme ed ai papà fa molto più effetto contemplare pargoli immersi nel loro mondo di fantasia, piuttosto che essere messi di fronte a modelli stereotipati ed irrealistici di se stessi. E idem dicasi per zie, nonne e parentame vario, insomma: per il vostro target intero. Fateci vedere le vostre meravigliose soprese, deliziateci con dettagli lussuriosi sul vostro stranoto cioccolato, sappiamo che è per voi esigenza imprescindibile, ma risparmiateci almeno questi quadretti patetici: di fronte ad un uovo di cioccolato da aprire, non c'è seienne al mondo che sprechi attimi preziosi a sbaciucchiarsi con la mamma ed il papà sul divano!
Giusto per dare a questo spot la giusta collocazione all'interno del repertorio Kinder, vi vogliamo mostrare il meglio in assoluto che abbia prodotto la comunicazione di questo marchio, grazie all'immenso Philippe André. Il peggio lo potete vedere tranquillamente in onda, o nelle mille parodie su You Tube (poveri Alex, Valentina, Fiona e Licia....!).

If only we could have enjoyed those kids waiting fro their eggs to grow up for a bit more than the 50% of the commercial, the film would have won an B+, rather than a C-. How boring are those 15 seconds of cuddling and coaxing: who cares about the parents! Moms and Dads are fascinated by the imaginary world of the little ones, rather than by a stereotyped misrepresentation of themselves. And so are aunts and grandparents, in other words: so is the rest of your target. Let you show us your marvellous surprises, tease us with macro-details on your ultra-famous chocolate, we know you can't help it, but please, spear us the pathetic family picture. By the way: there are no six year olds in the world who would waste time cuddling up against their moms in front of an Easter Egg to tear apart!
We would like to give you the opportuninty to place this commercial in the right spot of Kinder commercials' library, so let us show you what we consider to be the best communication ever, directed by Philippe André. You can easily find the worst just by watching Italian television, or the web, where those commercials have won a huge number of parodies.

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