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mercoledì 23 maggio 2012

One month later

Un mese, e sono cambiate tantissime cose.
Niente di cui vi possa fregare di meno, ma almeno una ve la devo dire.
Questo blog sarà d'ora in poi scritto in prima persona. Felice di conoscervi, mi chiamo Silvia e sarò d'ora innanzi l'unica responsabile di Bah Ideas, nel bene e nel male.
Una delle cose di cui è probabile vi freghi poco, è che ho recentemente fatto un viaggio in Francia e, attraversando la frontiera sulla via del ritorno, ho notato, per differenza, alcune cose dell'Italia. Innanzi tutto il traffico, così disciplinato ed educato in Francia, così chiassoso e cafone in Italia, con tutto quel suonare di clacson ed insistere nel pressarsi dentro una rotonda congestionata. La seconda cosa sono gli edifici storici: così romantici e affascinanti in Francia, così decadenti e deprimenti in Italia (ok, mi riferisco al centro storico di Ventimiglia, che sembrava Beirut dopo un bombardamento, probabilmente S. Gimignano non corrisponde alla descrizione, ma lasciatemi il piacere del cinismo, sono ancora sotto shock!).
La terza cosa, non appena arrivata a casa, è stata la pubblicità del Mulino Bianco, la quale mi ha sprofondata nei peggiori pessimismi nei confronti di un Paese che non riconosco più e dal quale vorrei scappare a gambe levate.
Cosa ne è stato del Piccolo Mugnaio Bianco e della sua amata Clementina? Cito dal sito Mulino Bianco: "un ideale di tenerezza simpatia e ottimismo" ispirava la fortunatissima campagna del 1982, destinata ad avere successo per i 10 anni successivi presso il pubblico dei più giovani. Gli stessi che imploravano le loro madri perchè comprassero una scatola in più di Tegolini, forieri di quelle fantastiche sorprese racchiuse in scatole che sembravano di fiammiferi, e che si collezionavano anch'esse insieme ai gadget che contenevano.

One month, and so many things have changed. Nothing you could probably care less about, but I have to tell you at least one thing.
This blog will be written in the first person from now on. Nice to meet you, this is Silvia and I will be exclusively in charge of Bah Ideas from now on.
One of the things you probably won't care about, is the fact that I have recently traveled to France, and as I crossed back the border, I have noticed a few things about Italy by difference. First of all the traffic, so disciplined and polite in France, so loud and annoying in Italy, with all that honking and pressing into roundabouts. The second thing was historical buldings: so romantic and fascinating in France, so decadent and depressing in Italy (ok, I am just talking about the old Ventimiglia, S. Gimignano doesn't probably fit this picture, but let me be cinical, I'm still in shock).
Third came the Mulino Bianco commercial, once home, to let me completely down and willing to run fast away from this country I don't recognize anymore.
What happened to the Little White Miller and his beloved Clementina? I'm quoting Mulino Bianco's web-site: "an ideal of tenederness, sympathy and optimism" is inpiring the 1982 Mulino Bianco's lucky advertising campaing: one that won over the audience of the little ones for the next decade. Not to mention the awesome gadgets that came in what appeared to be a match box, main reason why we kids would worn-out our moms to have them buy some extra Tegolinos' packs....


Qualsiasi sia la catastrofe che ha spazzato via l'allegro Mugnaio e Clementina, nati dalla penna di Grazia Nidasio, chi ha preso il loro posto 30 anni dopo è Antonio Banderas.
Non ho niente da aggiungere a quanto già scritto in questo blog, col quale pare io condivida un certo gusto nell'infierire su ciò che loro chiamano merda e che io chiamo cattiva comunicazione (ma solo perchè io mi firmo con nome e cognome, e loro no, ciò detto con tutta la simpatia che ho nei confronti di lorsignori che mi fanno molto ridere!)
Ai posteri (o ai postumi -della sbornia delle due quattordicenni intenzionate a comprarsi l'indulgenza del padre con dei croissant-?) l'ardua sentenza.

Whatever happened to the adorable characthers slipped out of Grazia Nidasio's pencil, what took their place 30 years later is Antonio Banderas.
I don't have any more to say about this commercial than what's been said already in this blog, apparently sharing with me a certain tendecy to notice and point out what they call shit and I call miscommunication (just because I am signing my posts and I must be more polite than them, whom I found to be very funny indeed!). 
Let you judge.

lunedì 19 marzo 2012

Reality tv VS Reality - Puma Social 2012

Sarà un caso, sarà che la vogliamo vedere così, ma se i secondi anni '00 sono stati, in pubblicità, l'era delle immagini (stiamo pensando ai Bravia per esempio), i primi anni '10 ci sembrano essere decisamente all'insegna delle parole. 
Forse ne abbiamo bisogno di queste parole, tutti quanti. Forse è tempo di riflessioni, e persino la pubblicità, quella di buona qualità, sceglie di scavare nel profondo, di sdoganare i marchi con messaggi "utili". 
Dentro la stessa newletter di Shots, abbiamo trovato due facce di una stessa medaglia. Una ci ha emozionato, l'altra ci ha fatto ridere. Da una parte c'è la campagna Puma Social 2012 che ci dice di non sprecare il tempo a guardare le vite degli altri in tv, ma di andare fuori, di notte, fino all'alba e viverla con gli amici, i compagni di squadra, persone vere. Basta coi cacciatori di fama, i maleducati, i cattivi maestri della tv spazzatura. E' finito il tempo di nani e ballerine, persino in Italia (ma lo sarà davvero?...). Il film è poetico e denso di comunicazione: un sound design impeccabile, una voce intensa e vera (giuro che se in Italia la doppiate con una Felletti qualsiasi -senza offesa per la Felletti, sia chiaro- mi incateno davanti a Sipra in segno di protesta!), una musica di pochissime note che tengono sospesa la melodia insieme all'emozione. E il regista è l'immenso Fredrik Bond. Non vorremmo dire altro, lui si merita un post tutto suo, che arriverà presto, promesso. Un genio assoluto della macchina da presa e del racconto. L'agenzia e Droga5 NY, la casa di produzione MJZ.


Maybe it's just a coincindece, or maybe we simply need to believe it, but if late '00's have been the "images era" in advertising (let's think of Bravia, for instance), early '10's seem to be definitely words oriented.
Maybe we do need words. Maybe it's time to think, and even advertising, the good one, chooses to dig deep and to put "useful" messages alongside of brands to make them stand out.
We've found both sides of the coin in the same Shots newletter. One side was touching, the other one was funny. On one side there's the Puma Social campaign 2012, telling us not to waste time watching other people's lives lived on tv, to go out and live our owns, untill the sun rises and to live with our friends, our teammates, with the real people. Enough with fame hunters, cheaters and back stubbers reality stars. Enough with reality tv and reality bad role models. That time is over, even in Italy (isn't it?). 
The film is poethic and communicates on so many different levels: the impeccable sound design, the poignant voice over (if you'll dubb this in Italy with a speaker I swear I'll chain myself to the agency's fences in protest!), a music made of such few notes, keeping the suspence as they vibrate high. Director of the film is the tremendous Fredrik Bond. We won't say anything more about him, because he deserves a post of his own and we promise it's coming soon.
He's a genius of the camera and of story telling. Agency is Droga5 NY, production company is MJZ.


Dall'altra parte il Neanderthal della situazione: sciocco, sovrappeso, teledipendente e neanche la moglie lo regge più. Certo ci fa ridere. Ah, ah....
Questo spot per la tv-station Dish, lo dirige Matt Aselton. Non so se a lui dedicheremo un post, ma se vi va, andate a vedere cos'altro combina.
L'agenzia è BFC9000 NY.


On the other side there's a Neanderthal: dumb, fat, tv adict, even his wife doesn't stand him anymore. Oh he makes us laugh. Ah, ah....
This commercial for Dish TV's DCR, is directed by Matt Aselton. We probably won't be writing an entire post about him, so if you wish, help yourself to his showreel (it's linked).
The agency is BFC9000 NY.

mercoledì 22 febbraio 2012

Le parole sono importanti

Anche se sono le immagini ciò di cui ci occupiamo principalmente, crediamo fermamente nell'importanza della parola. Le parole sono importanti, lo diceva Nanni Moretti schiaffeggiando una giornalista che usava inglesismi inutili in "Palombella Rossa". E quanti inglesismi usiamo quotidianamente a Pubblicilandia? Troppi. 
Non avremo un'economia florida, ma abbiamo una lingua ricca. Meno elastica dell'inglese. Meno adatta ad accompagnare sonorità indie rock e alternative, ma potente e vasta, capace di non lasciarti mai senza il sinonimo giusto per la giusta occasione e, senza dubbio, capace di giochi sintattici che sono musica di per sè. Dunque perchè non sfruttarla? 
Ora vi proponiamo una carrellata di spot costruiti su testi eccellenti, originali e non originali, e cominciamo da un italiano, in cui il testo alla base dello spot era tratto dall' "Elogio della Follia" di  Erasmo Da Rotterdam. L'operazione fu di pregio e senz'altro apprezzatissima.

Even though our work is mostly about images, we do believe words are crucial. Words matter, it was a line in "Palombella Rossa", a movie by Nanni Moretti, as he slapped a journalist who was using unnecessarily foreign words. Now, how many english words do we use, on a daily base, in Adverland? Way too many. 
We probably don't have a florid economy, but we do have a rich language. Italian may not be as elastic as English. It may not suit lyrics for indie rock nor alternative sounds, but it is indeed powerful and vaste. It won't let you down without a synonym when you need it, and it sounds great if you can play it well. Why don't we use it more in advertising?
Here is a list of commercials built on great text, both original and non-original, and we start off with an Italian one. The text is a non original one (it's from the "Praise of Folly" by Erasmus of Rotterdam), and the project was remarkable and very appreciated.


Alfa 159, "Il cuore ha sempre ragione", 2006; agency Red Cell; creative directors: Pino Rozzi, Roberto Battaglia; art: Federico Pepe; copy: Stefania Siani; director Luca Maroni.

Continuiamo con Chrysler "Born of Fire", andato in onda per il Superbowl 2011. Dello spot di quest'anno, "It's half time America", abbiamo parlato di recente, elogiandolo. Ma, al netto di Clint Eastwood, continua a piacerci di più il testo del precedente. Eccolo qui. Potente, sintetico, emozionante, fiero. Le immagini non sono che condimento, questo testo sta in piedi anche da solo. Il testimonial non è che valore aggiunto, è il colpo di scena finale che ti permetti perchè sei stato veramente figo fino alla fine, ma non ti vuoi accontentare...
Una piccola nota, perchè sono le cose piccole a fare la differenza. Lo speaker è del Michigan, e non è un caso. E non recita impostato, e non è un caso. E infatti suona bene, suona vero.

Let's continue with Chrysler  "Born of Fire", aired during Superbowl 2011. We've been talking recently about this year's ad "It's half time America", and we've said all the best about it, but, apart from Clint Eastwood, we still like better last year's copywrite. Here it is. Powerful, synthetic, fierce. Images are just a nice dress to wear for words that stand for themselves. Testimonial is just surplus value, it's the final twist that you can afford because you have been so cool till the end, but it's still not enough for you...
A last note: the speaker is from Michigan, not randomly, and he's not hiding it. And he sounds great, as a matter of fact. He sounds real.

Chrysler, "Born of Fire", 2011; agency: Wieden+Kennedy; creative directors: Aaron Allen, Joe Staples; art: Jim Lasser; copy: Kevin Jones, Greg Rutter, Dan Kroeger; director: Samuel Bayer.

L'ultimo suggerimento è a metà strada fra i due precedenti, sia cronologicamente, sia per il tipo di operazione, sia per i contenuti trattati. Si tratta di uno spot del 2009 per Levi's, intitolato "America", come la poesia di Walt Whitman, recitata dallo stesso autore in una vecchissima incisione (pare) originale. Bellissima ed emozionante, in linea con la tradizione Levi's di grandi registi e grandi storie. 

Last suggestion is half the way between the previous two, chronologically, for the chosen topics, and for the choice of a famous text. We are talking about the 2009 Levi's ad, "America", featuring the homonymous poem by Walt Whitman receited by the author himself in what appears to be an original recording. Beautiful and touching, perfectly fits the Levi's tradition of great stories and great directors.

Levi's, "America", 2009; agency: Wieden+Kennedy Portland; director: Cary Fukunaga.

martedì 14 febbraio 2012

The Chicken or the Egg?

E' tardi, si chiude un lunedì piacevole; ci auguriamo lo sia stato anche per voi.
Nelle mollezze di un fine settimana passato sul divano di casa, abbiamo potuto godere della recente tornata di programmazione dello spot Audi A1 "Grande in ogni dettaglio". Un piccolo gioiellino di pop-art, definizione che ci permettiamo di attribuirgli per il semplice fatto di avere natura da "replicante". 
Cominciamo dal principio, dalle informazioni fondamentali: il regista è Sam Brown, una star dentro e fuori dal Regno Unito. Fra gli artisti per i quali ha diretto videoclip di successo (Adele, Foofighters, James Blunt tanto per citarne alcuni), c'è Jay-Z con la sua "On to the Next One". Eccolo.

It's late at night and a nice Monday is closing down: we hope it has been a good one for you too. Thanx to the lazyness of a week-end spent (mostly) on the couch, we could enjoy a refresh of the Audi A1 commercial "Small car, big on Audi", airing back these days on Italian TV. This film is an exquisite piece of Pop Art, if we may say so, since it's certainly art, but a replicant one. Let's first give some basic information: director of the commercial is Sam Brown, a star inside and outside UK. In the number of music videos he's directed for artists such as, among others, Adele, Foofighters, James Blunt, there's this one by Jay-Z.
 

Ora la questione è: è nato prima l'uovo o la gallina?  
La domanda è retorica: date alla mano, sappiamo essere venuto prima il videoclip. Quello che ci incuriosisce e affascina è come abbiano proposto il soggetto al cliente. Semplicemente mostrando il video e proponendo: "lo facciamo anche noi?". O che l'idea sia venuta a posteriori, una volta deciso di lavorare con quel regista?... Ci rimane il dubbio, e ci si consolida una convinzione: le agenzie e i registi dovrebbero lavorare a braccetto fin dall'inizio del processo creativo, solo in questo modo si creano dei film di pregio, che diventano in un attimo virali, e fanno contenti tutti. Come questo.

Now the question is: which came first, the chicken or the egg? 
This is a rethorical question, dates speak: the music video is older. What's fascinating and intriguing, from our (Italian) point of view, is the way the script was presented to the client. Did the agency just showed the Jay-Z music video and said: "shall we do something like this?". Or did the idea came only after having involved the director in the project?.... We remain in doubt, but our belief is stronger about one thing: agencies and directors should work together since the very beginning of the creative process, that's how you create some great pieces that turn viral in a blink, and make everyone happy. Just like this one.

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