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mercoledì 22 febbraio 2012

Le parole sono importanti

Anche se sono le immagini ciò di cui ci occupiamo principalmente, crediamo fermamente nell'importanza della parola. Le parole sono importanti, lo diceva Nanni Moretti schiaffeggiando una giornalista che usava inglesismi inutili in "Palombella Rossa". E quanti inglesismi usiamo quotidianamente a Pubblicilandia? Troppi. 
Non avremo un'economia florida, ma abbiamo una lingua ricca. Meno elastica dell'inglese. Meno adatta ad accompagnare sonorità indie rock e alternative, ma potente e vasta, capace di non lasciarti mai senza il sinonimo giusto per la giusta occasione e, senza dubbio, capace di giochi sintattici che sono musica di per sè. Dunque perchè non sfruttarla? 
Ora vi proponiamo una carrellata di spot costruiti su testi eccellenti, originali e non originali, e cominciamo da un italiano, in cui il testo alla base dello spot era tratto dall' "Elogio della Follia" di  Erasmo Da Rotterdam. L'operazione fu di pregio e senz'altro apprezzatissima.

Even though our work is mostly about images, we do believe words are crucial. Words matter, it was a line in "Palombella Rossa", a movie by Nanni Moretti, as he slapped a journalist who was using unnecessarily foreign words. Now, how many english words do we use, on a daily base, in Adverland? Way too many. 
We probably don't have a florid economy, but we do have a rich language. Italian may not be as elastic as English. It may not suit lyrics for indie rock nor alternative sounds, but it is indeed powerful and vaste. It won't let you down without a synonym when you need it, and it sounds great if you can play it well. Why don't we use it more in advertising?
Here is a list of commercials built on great text, both original and non-original, and we start off with an Italian one. The text is a non original one (it's from the "Praise of Folly" by Erasmus of Rotterdam), and the project was remarkable and very appreciated.


Alfa 159, "Il cuore ha sempre ragione", 2006; agency Red Cell; creative directors: Pino Rozzi, Roberto Battaglia; art: Federico Pepe; copy: Stefania Siani; director Luca Maroni.

Continuiamo con Chrysler "Born of Fire", andato in onda per il Superbowl 2011. Dello spot di quest'anno, "It's half time America", abbiamo parlato di recente, elogiandolo. Ma, al netto di Clint Eastwood, continua a piacerci di più il testo del precedente. Eccolo qui. Potente, sintetico, emozionante, fiero. Le immagini non sono che condimento, questo testo sta in piedi anche da solo. Il testimonial non è che valore aggiunto, è il colpo di scena finale che ti permetti perchè sei stato veramente figo fino alla fine, ma non ti vuoi accontentare...
Una piccola nota, perchè sono le cose piccole a fare la differenza. Lo speaker è del Michigan, e non è un caso. E non recita impostato, e non è un caso. E infatti suona bene, suona vero.

Let's continue with Chrysler  "Born of Fire", aired during Superbowl 2011. We've been talking recently about this year's ad "It's half time America", and we've said all the best about it, but, apart from Clint Eastwood, we still like better last year's copywrite. Here it is. Powerful, synthetic, fierce. Images are just a nice dress to wear for words that stand for themselves. Testimonial is just surplus value, it's the final twist that you can afford because you have been so cool till the end, but it's still not enough for you...
A last note: the speaker is from Michigan, not randomly, and he's not hiding it. And he sounds great, as a matter of fact. He sounds real.

Chrysler, "Born of Fire", 2011; agency: Wieden+Kennedy; creative directors: Aaron Allen, Joe Staples; art: Jim Lasser; copy: Kevin Jones, Greg Rutter, Dan Kroeger; director: Samuel Bayer.

L'ultimo suggerimento è a metà strada fra i due precedenti, sia cronologicamente, sia per il tipo di operazione, sia per i contenuti trattati. Si tratta di uno spot del 2009 per Levi's, intitolato "America", come la poesia di Walt Whitman, recitata dallo stesso autore in una vecchissima incisione (pare) originale. Bellissima ed emozionante, in linea con la tradizione Levi's di grandi registi e grandi storie. 

Last suggestion is half the way between the previous two, chronologically, for the chosen topics, and for the choice of a famous text. We are talking about the 2009 Levi's ad, "America", featuring the homonymous poem by Walt Whitman receited by the author himself in what appears to be an original recording. Beautiful and touching, perfectly fits the Levi's tradition of great stories and great directors.

Levi's, "America", 2009; agency: Wieden+Kennedy Portland; director: Cary Fukunaga.

giovedì 9 febbraio 2012

Il Gigante Noam Murro

Riassunto dei giorni precedenti: dopo la visione mondiale degli spot inseriti nel Superbowl, il premio per il più visto e chiacchierato se lo aggiudica senza ombra di dubbio  Chrysler "It's half time America". E d'altra parte, come si fa a sbagliare con un buon copy e uno come Clint Eastwood che te lo recita? (solo come dice "the roar of our engines", vale tutto il film...). Se poi ci mettiamo che quel "half time in America" è stato interpretato come una metafora del primo mandato di Obama, e l'invito a continuare il gioco come un'esortazione a votare di nuovo il Presidente in carica, per volontaria o involontaria che fosse la metafora, sicuramente chi ha scritto questo spot è un genio e Marchionne sta gongolando sui 12 milioni di dollari meglio spesi di questo trimestre.
Nel frattempo noi prendevamo atto di una grave (si fa per dire) dimenticanza per cui ora rimedieremo: ci siamo dimenticate di inserire nel nostro Best Of uno spot bellissimo qual è Kia "A dream car. For real life". Eccolo qui.



Il regista è il grande Noam Murro che ha diretto, oltre a questo, anche Chevy e Pepsi, andati in onda anch'essi duranti il Superbowl. Se ci fosse un cliente con tanti, ma tanti soldi da spendere in uno spot, e se per questi fosse ideato uno script veramente, ma veramente interessante, si potrebbe pensare di chiamare Noam Murro. Lui ora però direbbe di no, probabilmente. Sarà infatti il regista di "300: La Battaglia di Artemisia" al momento in pre produzione. Peccato.....
Chissà se dopo aver assaggiato il cinema (non è la prima volta, il suo primo lungo si chiama "Smart People", ma in Italia non è mai uscito), tornerà alla pubblicità. Certo è che gli è sempre riuscita molto bene. Guardate, se vi va, questa carrellata di suoi lavori degli ultimi anni e giudicate da soli. Buon divertimento.
 














lunedì 6 febbraio 2012

Best of Super Bowl 2012

Ci auguriamo abbiate passato un buon lunedì, visto che ormai l'ora volge al desio...
Arriviamo un po' sul filo del fuori gioco, ma riuscire prima a cercare e poi a incorporare i video in qualità e dimensioni accettabili dentro questo blog, non è stato semplice come immaginavamo. Ma ora abbiamo imparato. Grazie della pazienza e speriamo di esservi utili e di gran diletto.
Parliamo, come tutti stamattina, degli spot andati in onda durante il Superbowl. Permettetici innanzi tutto una breve riflessione: non è uno di quei miracoli positivi del consumismo globalizzato, che un evento sportivo/televisivo si trasformi in un'occasione, in una straordinaria e ricchissima vetrina per talenti, quando potrebbe ridursi, come succede per tutti gli altri eventi sportivi che ci vengono in mente, ad un supremo gesto di sintesi, che giunge fino alla pura e semplice esposizione di un marchio? Non è fantastico che gli spot inseriti negli intervalli della partita, siano essi stessi diventati parte dello show? Non sarebbe bello avere a disposizione un Superbowl in ogni Paese, cosicchè noi che ci occupiamo di pubblicità, ci possiamo divertire per davvero, almeno una volta l'anno?
Detto questo, vi lasciamo una selezione degli spot che a noi sono sembrati più belli, ma non prima della nostra personale pagella:

- Chrysler si è prodotta in un altro gesto grandioso. Un copy originale (completamente originale), letto da una voce importante, in questo caso di un attore/regista monumento qual è Clint Eastwood, perfettamente calzante il messaggio, lo spirito e le aspirazioni del marchio. La regia di questo spot bellissimo è di David Gordon Green, che fino ad oggi non ci era sembrato un genio. E forse, anche in questo caso, è più merito di Clint. 




- La sua sorellina Italiana (o forse sarebbe meglio definirla madre adottiva), la Fiat,  ci ha regalato l'ennesima figura di merda planetaria: Italia = 500 = cappuccino = gnocca-poco-vestita-e-zoccoleggiante-che-sussurra-frasi-incomprensibili-piene-di-vocali (lo spot NON è stato sottotitolato per il pubblico americano). Volete sapere qual è la beffa ulteriore? La pupa in questione non è neanche italiana, è rumena. Bhè, almeno ci attribuiscono un discreto meltin-pot, alla faccia della Bossi-Fini.  Andiamo avanti così, facciamoci del male. (del regista, in questo caso, scusateci ma davvero non ci interessa)


-VW e Audi ci fanno sorridere, e sfruttano un immaginario cinematografico molto di moda. Da una parte il sempreverde Star Wars, con in più il pregevolissimo gesto creativo di avere offerto un fil rouge fra lo spot dell'anno scorso e quello di quest'anno, e al contempo di avere concluso lo spot nuovo con un'appendice extradiegetica che, oltre ad essere funzionale alla continuità con l'anno precedente, è anche molto furba, perchè allunga la broda a 90 secondi senza annacquarla. Il regista è (ancora) l'eccellente Lance Acord. Audi invece prende a prestito i vampiri di Twilight, ma li prende anche in giro. Che sollievo! Il regista in questo caso è Matthijs Van Heijningen, e se sapete come si pronuncia fatecelo sapere.


- Honda e Acura, insieme alle risate, ci offrono due interessanti versioni della stessa lezione: come usare un testimonial in maniera intelligente. Perchè non c'è James Bond che tenga, se poi alla fine gli fai fare la figura del pupazzo. Nel caso di Honda, il regista è Todd Philipps, per Acura invece è Craig Gillespie entrambi registi di cinema, prima che di pubblicità, non a caso.



- Toyota ci fa letteralmente schiattare dalle risate, e non ci spieghiamo neanche bene il perchè. Giudicate voi se non ti attacca la "stupidera" fuori da ogni controllo. Il regista è Tom Kuntz, un maestro del genere comedy.


Potevamo parlarvi anche delle assurdità comiche di Doritos, o degli orsi polari che giocano a football, involontariamente, nello spot di Coca Cola. Entrambi tuttavia ci sono sembrati meri esercizi di stile, che non ci hanno fatto battere il cuore per davvero.
Vi lasciamo però con un ultimo spot, che postiamo solo per chiudere un cerchio, iniziato con la bellona della Fiat. Vale la pena, e non per le doti artistiche del regista (che poi è un fotografo: Alasdair McLellan). 
Maschi, tremate, le streghe son tornate! ...e si vendicano scrivendo campagne per H&M.

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